Da una parte affittavano automobili e camper e li rivendevano. Dall’altra, falsificavano documenti per chiedere e ottenere mutui, finanziamenti e prestiti presso banche e finanziarie. Con l’aiuto di un consulente finanziario, Clementino Ruggieri, 52 anni, in tasca la qualifica e all’attivo un’attività che lo ha condotto agli arresti domiciliari. Una storia a metà strada tra l’Abruzzo e la Puglia, portata a galla dalla polizia stradale di Pescara.
Le accuse, per Ruggieri e gli altri complici su cui sono scattate le misure cautelari, sono di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio di veicoli. Martedì 25 ottobre sono partite le ordinanze di custodia. Dodici in tutto: otto arresti domiciliari, quattro obblighi di dimora. 46, nel complesso, gli indagati.
Agli arresti domiciliari è finito anche Vincenzo Cirella, 49 anni, di Termoli, mentre per sua moglie Angela Pizzicoli, 42 anni, il giudice Luca De Ninis ha disposto l’obbligo di dimora. Arresti domiciliari pure per Vincenzo Bevilacqua, 46enne di Montesilvano, ritenuto il capo dell’organizzazione, Alessandro Marcucci, 26 anni, anche lui di Montesilvano, Vincenzo Cirella, 49 anni, Davide Polidoro, 43 anni, e Nicola Di Donato, Michele Testa e Daniele De Cotiis di San Severo, provincia di Foggia. Obbligo di dimora invece per Costantino Bevilacqua, figlio di Vincenzo, Mario Spinelli e Francesco Pio Ianzano.
L’indagine della Polizia stradale ha portato al sequestro di 36 veicoli, tra i quali una Ferrari, una Porsche, una Maserati e due camper per un valore complessivo di oltre un milione di euro. L’inchiesta è partita nel 2009 dal sequestro presso un rivenditore di alcune macchine operatrici rubate. Come funzionava, esattamente? I veicoli venivano presi a noleggio dalla squadra foggiana presso società che non chiedevano come garanzia il possesso di una carta di credito. I depositi cauzionali erano effettuati in contanti o con assegni che si riferivano a conti correnti chiusi o privi di liquidità. A quel punto, il gruppo produceva i documenti utili al rapido passaggio di proprietà verso persone compiacenti, spesso commercianti d’auto. Lo stesso Vincenzo Bevilacqua era titolare di una concessionaria, la Planet Auto. I veicoli, opportunamente riciclati, tornavano nel circuito commerciale attraverso reimmatricolazioni ottenute grazie all’uso di falsa documentazione appositamente realizzata.
Chi si occupava del noleggio delle auto, chi truffava le finanziarie e gli istituti di credito. Secondo la ricostruzione degli investigatori, gli indagati – di persona o tramite prestanome – facevano domanda di mutui ipotecari, finanziamenti, credito al consumo. A predisporre la documentazione allegata ci pensava Davide Polidoro, commercialista non iscritto all’Ordine che, redigendo false buste paga, dichiarazioni dei redditi e false assunzioni, forniva una parvenza di solvibilità ai richiedenti. I quali, in alcuni casi, godevano dell’aiuto di alcuni broker e consulenti finanziari. Tra questi, Clementino Ruggieri. Molti tentativi, sottolinea la polizia stradale di Pescara, sono stati sventati grazie alle intercettazioni telefoniche degli agenti della Polstrada, che durante le perquisizioni hanno scovato documenti già pronti per concludere la truffa.
Nota finale: tutti gli istituti - alcuni, pare, noti - con cui Ruggieri ha lavorato hanno pregato la Polizia stradale di non diffondere i loro nomi. Troppa cattiva pubblicità.
|