Intesa spinge Fideuram verso la strada della quotazione e a breve si attende la formalizzazione dell’accordo per la cessione della depositaria a State Street. Per il salvataggio di Delta si va a gennaio.
La cessione della banca depositaria a State Street pare ormai essere cosa certa. L’operazione porterà nelle casse di Intesa Sanpaolo 1,8 miliardi di euro, mentre Fideuram si avvia per la strada della quotazione in Borsa.
Si è tenuta ieri, infatti, la riunione dei consigli d’istituto di Ca’ de Sass, che si sono limitati ad affrontare il tema del risparmio gestito producendo un “informativa” dei manager sulle iniziative di capital management avviate da Corrado Passera.
Per il momento i consiglieri della banca depositaria sono stati messi in stato di preallarme in vista di una nuova convocazione, questo perché pare che dopo un lungo negoziato sia stato raggiunto un accordo di massima con gli americani che dovrebbero rilevare le attività di post trading, deposito titoli e gestione di liquidità dei fondi d’investimento. Tuttavia bisogna attendere ancora qualche giorno per la formalizzazione dell’accordo, concluso il board di State Street che si dovrebbe riunire entro la fine della settimana. Dopodiché anche i consigli di gestione e di sorveglianza di Intesa Sanpaolo dovranno riunirsi nuovamente per l’approvazione, si pensa prima di Natale.
Altro tema affrontato è stato quello di Fideuram, sul quale Passera ha appunto spiegato l’intenzione di muoversi verso la quotazione, dopo che le altre opzioni a disposizione, quali la cessione e la ricerca di un partner strategico, non hanno dato i frutti sperati. Anche in questo caso i consigli non sono stati chiamati a deliberare, nonostante una delibera formale potrebbe essere assunta a gennaio.
Aggiornamenti sono stati forniti al consiglio di gestione anche sul tema dell’istituto di credito bolognese Delta, che fa capo alla Banca di San Marino, i cui commissari avrebbero ottenuto dalla Banca d’Italia il prolungamento di un mese, sino a fine gennaio, della moratoria sui crediti.
Passera si è limitato a produrre un’informativa sullo stato della diligence, denotando una situazione più complicata e grave di quanto previsto, ma per il salvataggio c’è ancora un mese di tempo.
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