Ritornare a fare consulenza. E’ questa la più grande sfida che i promotori finanziari dovranno affrontare nel 2010. E non solo. Aumentare anche il portafoglio medio...
...prestare attenzione ai rischi e soprattutto acquisire nuova clientela. Ecco i must che non dovranno mancare nei nuovi propositi per l’anno nuovo. Per far questo indubbiamente però i promotori finanziari avranno bisogno anche dell’appoggio delle società mandanti che dovranno fornire loro non solo prodotti sempre più competitivi, ma anche adeguati supporti nella fase post-vendita. Perché soltanto attraverso un servizio ad ampio raggio i promotori finanziari potranno continuare a fare bene il proprio lavoro. Attività che è stata messa a dura prova nel corso del 2009, ma che ha conosciuto anche momenti di soddisfazione. L’operazione scudo fiscale ha sicuramente aiutato anche i promotori finanziari nei flussi di raccolta. E sicuramente il fatto che i detentori di capitali all’estero abbiano deciso di affidarsi a questi professionisti per farli rientrare è segno che la fiducia nei promotori finanziari non è scemata. Ma non bisogna dormire sugli allori. La strada intrapresa si può certo considerare quella giusta ma bisogna continuare così. Anche perché non mancano le sfide. I consulenti finanziari hanno gettato già da parecchio tempo il guanto di sfida e le reti hanno già risposto proponendo esse stesse delle formule di consulenza a pagamento. Ma è presto per cantare vittoria. Allora meglio continuare come consigliano alcuni operatori a investire sulla professionalità. «Possiamo confermare che nel 2010 si vedrà molta formazione nell’ambito della pianificazione personalizzata degli investimenti» precisano da Finecobank. Mentre per Stefano Bisi, responsabile della promozione finanziaria di Credem e Banca Euromobiliare il 2010 sarà l’anno di svolta per quanto riguarda il servizio di consulenza a pagamento.«Dopo anni in cui le reti hanno investito nei modelli di open architecture ora devono concentrarsi nell’offrire alla clientela consulenza necessaria per muoversi in sicurezza e ottenere un valore aggiunto dalla vastità di prodotti a disposizione» spiega Bisi. «Dovremo tornare a fare i consulenti veri» ribatte Lucio De Rocco, a.d. di Banca IPIBI «Occorrerà ritrovare gli aspetti fondamentali del lavoro di consulente, essere preparati sui prodotti e sui servizi e dedicarsi al cliente, facendogli le domande per conoscerlo profondamente» continua De Rocco. E non solo. «L’attenzione dei private banker sarà volta ad un attento esame dei portafogli dei clienti nel rispetto dei profili di rischio e sarà finalizzato a cogliere le migliori opportunità che si presenteranno» sottolinea Ettore Betti, responsabile Rete Sanpaolo Invest. «Perché è questo il principale elemento di sfida: saper mantenere la soddisfazione della clientela» conferma Antonello Piancastelli, responsabile rete Banca Fideuram. Ma non basta.
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