La tassazione del 20% colpirà anche le plusvalenze maturate prima del 31-12-2011, “tuttavia è possibile richiedere alla propria banca di eseguire, entro il 31-03-2012, l'affrancamento; quest’operazione comporta il pagamento dell'eventuale imposta sulla plusvalenza maturata al 31-12-2011 con l'aliquota del 12,5%, pur non avendo realizzato la plusvalenza”, come spiega
Giordano Martinelli, Vice Presidente di AcomeA SGR.
Con l’affrancamento avviene un aggiornamento del prezzo medio di carico, che si allinea al prezzo di mercato del titolo al 31-12-2011.
“L'affrancamento può risultare conveniente solo in presenza di una plusvalenza maturata, mentre potrebbe rivelarsi sconveniente qualora il prezzo futuro di vendita fosse inferiore al prezzo del 31-12-2011, nel qual caso verrà certificata una minusvalenza”. Per questo conviene aspettare l’ultimo periodo utile per richiedere l’affrancamento, fatto salvo.
Per i fondi comuni che investono parte del proprio portafoglio in titoli di stato white list è prevista un’aliquota agevolata.
Nel corso della relazione semestrale sulla gestione viene indicato il valore medio investito in titoli di stato di paesi white list.
Poniamo il caso che un fondo avesse avuto:
al 31-12-2010 un peso di titoli di stato white list del 25%
al 30-06-2011 un peso di titoli di stato white list del 35%
La percentuale media dell’esposizione in titoli white list è quindi del 30%, questo valore rappresenta la quantità che verrà tassata al 12,5%. “Questo calcolo rappresenta un’approssimazione sia rispetto all'effettiva quantità di titoli di stato white list che sono stati presenti nel portafoglio del fondo, sia rispetto alle reali plusvalenze realizzate dai titoli. In maniera implicita la normativa fiscale presuppone che il rendimento dei titoli di stato white list sia del tutto simile agli altri strumenti di investimento, cosa assolutamente non vera”. Infatti, nel caso si verifichi il rialzo di un fondo è difficile ipotizzare che i titoli di stato abbiano contribuito alla plusvalenza in maniera proporzionale al proprio peso in portafoglio.
Vi sono due metodi per calcolare l’applicazione della tassazione. Poniamo di avere un guadagno di 200 Euro su un fondo che avesse indicato nelle due precedenti relazioni di gestione una percentuale media di titoli di stato white list pari al 30%.
Un primo metodo prevede il calcolo del 30% (60 Euro) a fronte di 200 Euro di plusvalenza. I 60 Euro saranno moltiplicati per 62,5% ottenendo 37,5 Euro, valore che rappresenta il fattore di aggiustamento della plusvalenza per poter poi applicare la tassazione del 20%.
Sottraendo alla plusvalenza totale (200 Euro) la plusvalenza relativa al peso dei titoli di stato white list (60 Euro) e sommando il fattore di aggiustamento della plusvalenza (37,5 Euro) otteniamo il valore (177,5 Euro) al quale sarà applicata la tassazione del 20%, che corrisponde a 35,5 Euro:
200 – 60 + 37,5 = 177,5 X 20% = 35,5
“In alternativa è possibile calcolare:
la plusvalenza (60 Euro) che fa capo ai titoli di stato che devo essere tassati al 12,5%, pari a 7,5 Euro;
la plusvalenza (140 Euro) che fa capo agli altri titoli che devono essere tassati al 20%, pari a 28 Euro;
ottenendo la tassazione totale da pagare che per l’esempio proposto, come utilizzando il primo metodo, è di 35,5 Euro” conclude Martinelli.
LA NUOVA FISCALITA' SU FONDI E TITOLI Scritto da: BIAGIO CAMPO (20-12-2011 15:41)