Un report dell'istituto elvetico plaude alla capacità di rifinanziamento delle banche italiane e consiglia di puntare su Unicredit (che beneficerà della ripresa tedesca) e Banco Popolare (che dopo la dieta è pronta a macinare utili).
Credit Suisse promuove le banche italiane e consiglia di puntare su Unicredit e Banco Popolare. Mentre cresce la preoccupazione degli analisti sulla reale capacità di rifinanziamento degli istituti bancari (con 1000 miliardi di bond in scadenza entro il 2012), i broker svizzeri escludono il rischio per il sistema italiano: “Le preoccupazioni sulla liquidità – si legge nel report – non sembrano giustificate: la struttura di finanziamento delle banche italiane è tra le migliori in Europa”, anche considerando il basso livello di bondholders istituzionali (pari al 21% dei creditori complessivi) rispetto a quelli retail (a cui in genere si offrono rendimenti ridotti).
Pertanto, proseguono gli analisti, “tutte le banche italiane saranno in grado di rifinanziare i debiti in scadenza a costi relativamente contenuti”. Non solo: "l’attuale volatilità del mercato crea un buon punto di entrata per aumentare l’esposizione ai titoli del credito italiano, che offrono un interessante caso di investimento”. E’ il caso, in particolare, di Unicredit, che beneficerà della ripresa in Germania, e del Banco Popolare, che dopo la profonda fase di ristrutturazione presenta “spazio” per possibili "sorprese" sul fronte degli utili e del capitale. Sconsiglia Mps e Ubi (entrambe underperform), in quanto “relativamente costose” (il target price di Ubi è stato abbassato a 8,80 euro dal precedente 9,10 euro). Bocciatura anche su Intesa Sanpaolo (da overperform a neutral, con riduzione del prezzo obiettivo a 2,85 euro da 3,20 euro): “Sebbene continuiamo ad apprezzare il modello di business di Intesa Sanpaolo e il suo basso profilo di rischio – proseguono gli analisti – abbassiamo il nostro giudizio, perché non vediamo catalizzatori e spazio per un miglioramento degli utili”.
Nonostante uno scenario caratterizzato da tassi di interesse ancora bassi per i prossimi due anni (gli analisti prevedono una crescita di 50 basis point per l’Euribor nel 2011 e di 100 basis point per il 2012), i titoli del settore bancario italiano presentano buone possibilità di upside anche in virtù dello sconto con cui tratta rispetto ai competitors europei.
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