Il governatore della Banca d'Italia e presidente del Financial Stability Board ritiene che i benefici dei nuovi requisiti di capitale nel lungo termine saranno importanti per la stabilità finanziaria e per una maggiore stabilità della crescita.
Basta accuse a Basilea III e ai nuovi requisiti di capitale e di liquidità che la normativa richiederà agli istituti bancari a partire dal 2012. Il Financial Stability Board e Il Comitato di Sorveglianza bancaria di Basilea hanno elaborato due studi che analizzano quello che sarà l'impatto dei nuovi standard sul contesto generale e quali implicazioni ci saranno nel periodo di transizione. L'analisi condotta dai due istituti rappresenta dunque una risposta indiretta alle previsioni avanzate a giugno dall'Institute of International Finance (Iif), un gruppo di lobby che riunisce i principali istituti del mondo, secondo cui le nuove regole bancarie, in particolare Basilea 3, ma anche le nuove tasse a carico del sistema finanziario, minacciano di tagliare del 3% nel prossimo quinquennio la crescita economica degli Stati Uniti, dell'Eurozona e del Giappone provocando la perdita di almeno 10 milioni di posti di lavoro
I due report resi noti attraverso la Banca di Regolamenti internazionali e intitolati "An assesment of the long term economic impact of stronger capital and liquidity requirements" e "Assesing the macroeconomic impact of the transition to stronger capital and liquidity requirements" evidenziano che ci saranno dei notevoli benefici. In particolare il Comitato di Basilea evidenzia come l'innalzamento dei requisiti di capitale dal livello attuale non potrà altro che rappresentare un'ulteriore sicurezza per il sistema bancario globale. In dettaglio i benefici di alti requisiti di capitali e di liquidità avranno l'effetto di ridurre la probabilità di altre crisi finanziarie come quella che si sta vivendo e le inevitabili perdite. In modo particolare l'impatto sarà più sentito dalle banche che sono maggiormente indebitate e che di conseguenza hanno effettuato pochi investimenti. Passare alle nuove regole di Basilea III, che impongono una stretta sul capitale bancario e la liquidità delle banche, sottrarrà appena lo 0,04% l'anno alla crescita del Pil per un periodo di quattro anni.
Un effetto che si riduce a meno della metà nel caso di un aumento del 25% degli asset liquidi. Mentre al contrario il passaggio alle nuove regole attraverso un più breve periodo di transizione (due anni e mezzo) avrebbe un impatto sul Pil «leggermente più elevato»
Per Mario Draghi, presidente del FSB e governatore della Banca d'Italia «L'analisi mostra che i costi macro associati all'implementazione di standard più stringenti sono sostenibili, specie se questi standard saranno introdotti con la dovuta gradualità». Quindi i costi dei nuovi standard sul capitale bancario previsti da Basilea 3 sono gestibili, «mentre i benefici a lungo termine per la stabilità finanziaria e per una maggiore stabilità della crescita, sono sostanziali».
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