Il ceo di Intesa Sanpaolo: serve una sanzione sociale negativa per chi evade le tasse
Parla di nuovo con i giornalisti Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, a margine del Forum Ambrosetti di Cernobbio. E comincia dall’intervento che ha dato il via alla giornata: quello cioè del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Veramente importanti le parole del capo dello Stato”, ha detto, sottolineando che anche il presidente della Banca centrale europea Jean Claude Trichet ha insistito sulla stessa cosa. Ovvero: confermare, confermare, confermare gli impegni presi. “L'Italia”, ha detto Passera, “parte da una situazione avvantaggiata, con un surplus primario. Abbiamo preso l'impegno del pareggio dei conti pubblici nel 2013 e la Bce sta intervenendo sul mercato anche sulla base di questo impegno”. Quindi, “in tempi brevissimi dobbiamo confermare che questa garanzia c'è”.
“Il contrasto all'evasione”, ha segnalato Passera, “deve essere fatto in ogni campo. È chiaro che c'è un problema di evasione molto ampia. Se pubblicassero i redditi sotto una certa dimensione”, ha aggiunto, “verrebbe fuori tanta gente che ha uno stile di vita molto più elevato e invece dichiara molto poco. Senza demagogia, ma bisogna ricercare anche una sanzione sociale negativa per coloro che non contribuiscono al bene comune”. Le banche europee che hanno in pancia titoli greci, ha dichiarato poi, aderiranno con ogni probabilità alla richiesta della Grecia di uno swap dei titoli di stato ellenici. “Non c'è nulla su questo tavolo”, ha detto invece sull'ipotesi di una cordata italiana per rilevare Edipower nella partita per il riassetto di Edison. Per finire, sul caso della riqualificazione delle aree Falck di Sesto San Giovanni, ha detto: “Come sempre lavoriamo con la magistratura. C'è una normale e convinta attività di collaborazione con chi indaga”. Le indagini attorno a un presunto giro di tangenti vedono indagato anche un manager del gruppo. Passera ha sottolineato che “non è emerso per ora, anche in tutti i nostri controlli interni, nulla di non corretto da parte dei nostri collaboratori”. In ogni caso, ha aggiunto, “una banca impegnata per la crescita dell'economia deve saper operare al meglio con il mondo della pubblica amministrazione, che in un Paese come il nostro vale la metà del Pil. Su progetti infrastrutturali bisogna avere particolari cautele”.
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