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Sec vs Goldman

di    Giacomo Berdini  (tutti i suoi articoli)

Ultimo aggiornamento : 20-04-2010 15:30

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Il Wall Street Journal spiega come in realtà il caso di frode sollevato dalla Fed non abbia alcun motivo di esistere, se non una risonanza politica atta a spingere in Senato la riforma finanziaria.

Il Wall Street Journal scrive che il caso intentato dalla Securities and Exchange Commission contro il colosso bancario Goldman Sachs è lontano dall’essere la “pistola fumante” della crisi finanziaria, avvicinandosi molto di più ad una pistola ad acqua.
Perché?
Il noto quotidiano statunitense ha infatti analizzato la supposta frode nella quale la Goldman ha lavorato assieme all’investitore degli hedge fund John Paulson, che ha cercato di scommettere sul declino del mercato dei mutui subprime.
La Sec sostiene che la Goldman ha lasciato a Paulson & Co dettare i titoli costruiti sulla cartolarizzazione dei mutui sui quali gli investitori avrebbero dovuto speculare attraverso i Cdo, e poi ha nascosto agli investitori il ruolo di Paulson all’interno della transazione.
La Sec, inoltre, sostiene che la Goldman ha ingannato la ACA Management, un’unità facente parte del più grande investitore dell’accordo nonché la compagnia selezionatrice dei titoli su cui tutti avrebbero scommesso, facendole credere che Mr. Paulson stesse già investendo in una equity tranche facente parte dello stesso accordo in cui la ACA era coinvolta.

Per quanto riguarda il secondo punto il WSJ afferma che i documenti d’offerta dei CDO del 2007 non forniscono prove che la compagnia di Mr. Paulson stesse scommettendo accanto alla ACA. I documenti anzi precisano che la Goldman non ha offerto nessuna equity tranche, cosa che la ACA avrebbe dovuto sapere non appena entrata a far parte del patto e presumibilmente letto i documenti.
La Sec, peraltro, si contraddice asserendo che la ACA ebbe la parola finale in merito agli asset a cui i CDO si sarebbero riferiti.
Inoltre, in alcuni casi, la ACA ha rifiutato svariati asset consigliati dalla compagnia di Paulson.
Ma la cosa fondamentale, secondo il WSJ, è che gli investimenti non comprendevano i mutui e nemmeno i titoli costruiti sulla loro cartolarizzazione. Questo è il motivo per cui sono chiamati CDO “sintetici”, il che significa che sono strumenti finanziari che lasciano gli investitori scommettere sul valore futuro di alcuni titoli costruiti sulla cartolarizzazione dei mutui, senza però possederli. Nonostante ciò, gran parte del reclamo della Sec è scritto come se l’offerta includesse pacchetti di mutui, piuttosto che una serie di scommesse su di essi. Ma perché la Sec non ha fornito una spiegazione chiara?

Forse l’enforcement division della Sec non ha capito la differenza tra un Cdo cash, che contiene porzioni di titoli costruiti sulla cartolarizzazioni dei mutui, e i CDO sintetici che invece contengono delle scommesse su di essi.
È più probabile che la Sec conoscesse la differenza ma abbia utilizzato un linguaggio fangoso per confondere i giornalisti ed il pubblico, a proposito di ciò che gli investitori avrebbero dovuto sapere chiaramente: ovvero che, per definizione, una transazione di CDO è costituita da una scommessa su titoli costruiti sulla cartolarizzazione dei mutui subprime.
L’esistenza di una scommessa a breve termine, quindi, non è uno dei segreti oscuri della Goldman, ma anzi era una delle maggiori premesse della transazione. La Goldman forse aveva l’obbligo di dire a tutti che Mr. Paulson era uno degli shorting subprime?
L’istituto ha affermato che questa è la normale prassi del business per un market maker delle sue dimensioni, ovvero non svelare le parti di una transazione. La domanda ora è perché questo avrebbe potuto in qualche modo fare la differenza.
Mr. Paulson è diventato famoso per la sua speculazione sui mutui, che gli ha fruttato un miliardo di dollari. Ma al tempo della transazione era soltanto un trader di hedge fund, e nessuno degli investitori avrebbe potuto sentirsi come se stesse scommettendo su Warren Buffet.
No, non ci sono vedove innocenti e orfani in questa storia.

La Goldman è stata dipinta come Mr. Potter in “It’s a Wonderful Life”, che sfrutta la brava gente di Bedford Falls. Ma un film più appropriato potrebbe essere “Alien vs Predator”, con la Goldman che fa da arbitro.
Mr. Paulson ha scommesso sulla banca tedesca IKB e l’americana ACA, nessuna delle quali è finita in un carro di rape all’angolo di Wall e Broad Streets. L’IKB descrive se stessa come “un investitore leader nei CDO”, e “un manager di punta del mercato tedesco”. La ACA, dal canto suo, ha partecipato a numerose transazioni simili. I giornali riportano che la ACA era nota per assumere più rischi dei suoi competitori perché, con un rating di credito quasi stellare, aveva un costo di capitale più alto.
Comunque sia, la Goldman qui risulta come uno dei perdenti. Benché la compagnia abbia ricevuto 15 milioni di dollari di commissioni per comporre il patto, la banca ha dichiarato di averci rimesso alla fine 90 milioni nella transazione, avendo deciso di affiancare la posizione di ACA e IKB.
In altre parole la Sec sta facendo causa alla Goldman per aver ingannato gli investitori nel quadro di una transazione in cui la Goldman stessa era coinvolta allo stesso modo.
Perciò la Goldman ha cospirato per frodare…se stessa?

Questo ci porta alla vera natura dell’impatto provocato da questo caso, ovvero politica.
L’accusa della Sec arriva convenientemente sull’orlo della fine del dibattito in Senato in merito alla riforma finanziaria. I suoi supporters, infatti, stanno utilizzando il caso per far passare la legge. “Sono soddisfatto del fatto che l’amministrazione Obama stia utilizzando ogni strumento del suo arsenale per attribuire la responsabilità a Wall Street e prendere posizione a favore di tutti i proprietari di immobili e piccoli imprenditori sparpagliati in tutto il Paese”, ha affermato il leader di maggioranza al Senato Harry Reid a proposito del caso della Fed. “Questo è ciò di cui abbiamo bisogno per approvare la riforma di Wall Street quest’anno”.
Naturalmente questo caso non ha nulla a che vedere con i proprietari di immobili.

Il Wall Street Journal ha avuto le sue dispute con la Goldman e ha criticato la compagnia per le sue spiegazioni in merito alle transazioni con AIG. Il quotidiano inoltre ha spronato il Senato affinché riscrivesse la sua difettosa riforma della regolamentazione finanziaria, proprio perché questa avrebbe favorito la Goldman e gli altri colossi bancari con esplicite garanzie di assistenza.
Ci sono serie questioni in merito al ruolo della Goldman e le altre banche troppo grandi per fallire, ma questo caso non interessa nessuna di queste.
Forse la Sec ha più prove di quante non ne abbia presentate nella sua causa, ma nella documentazione il governo e i media sembrano uniti in un esercizio di pregiudizio.
Tre anni dopo che il mercato dei mutui è crollato, dopo il panico e la recessione, la classe politica si è messa a cercare casi legali che comprovino la spiegazione da tutti favorita, ovvero quella che vede Wall Street come unica causa dell’intero guaio.
  

 




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