Antonio Catricalà. E' questo il nome del futuro presidente della Consob. Ormai ne sono tutti consapevoli e tutti aspettano solo la nomina. Nomina che ieri non c'è stata. Per qualcuno un mistero, per altri un primo esempio di ingovernabilità della maggioranza.
Trentasei giorni senza presidente e 127 monca di un commissario. Sono questi oggi i numeri della Consob, l'autorità che vigila sulle Borsa, che sorveglia il corretto andamento dei mercati e dei suoi protagonisti, che dopo i crack di Cirio e Parmalat è stata più volte indicata come l'istituzione garante dei risparmiatori. Ancora oggi, questa istituzione, vigila senza un presidente e senza un commissario, ma solo grazie al lavoro di Michele Pezzinga, Luca Enriques e Vittorio Conti, che in quanto commissario più anziano oggi svolge le funzioni di presidente.
E ieri abbiamo assistito all'ennesima fumata nera. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, in un'intervista fiume pubblicata sul Sole 24 Ore aveva, senza esitazione, assicurato che alla fine del consiglio dei ministri di mercoledì 4 agosto ci sarebbe stata la nomina di Antonio Catricalà, attuale presidente dell'Antitrust e, finora, indicato come il prescelto dal ministro dell'Economia e dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che nomina a tutti gli effetti il presidente Consob. Ma questa tanto attesa incoronazione non c'è stata e tra i non addetti ai lavori può sembrare alquanto naturale, visto che il consiglio dei ministri di ieri doveva affrontare la mozione di sfiducia verso il sottosegretario alla giustizia Giacomo Caliendo (poi respinta).
In effetti, un legame tra la mozione di sfiducia e la mancata nomina del presidente Consob esiste. Ma non per una questione di tempo. Secondo diversi osservatori la fumata nera è uno dei primi esempi concreti del rischio di ingovernabilità che si cela dietro allo scontro tra Berlusconi e Fini. Se è vero che Antonio Catricalà, sponsorizzato da Gianni Letta, è il prescelto per guidare la nuova Consob, è anche vero che Catricalà lascerebbe scoperta la poltrona della presidenza dell'Antitrust.
E chi nomina il presidente dell'autorità che vigila sulla concorrenza? I vertici di Senato e Camera. Detto in altre parole: Renato Schifani e l'ex-amico Gianfranco Fini. E nessuno vuole dare oggi occasioni all'ex-presidente di An di mettersi in mostra, sottolineano alcuni osservatori. I più fiduciosi, comunque, parlano di una nomina del presidente Consob dopo la pausa estiva (il che si traduce in almeno altri 30 giorni senza una guida), ma intanto lo scontro Berlusconi-Fini prosegue e con lo scontro aumentano i dubbi. D'altronde perché non nominare un presidente sul quale sembrano tutti d'accordo?
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