04-02-2010 13:15 - Nella loro correzione partita a metà gennaio i mercati finanziari “hanno mostrato, correggendo, di avere ben presenti anche i problemi strutturali” oltre che i positivi segnali ciclici, secondo Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos Partners.
“Semplificando, questi problemi sono due, la mancanza di fiducia e il buco fiscale, e sono entrambi figli della crisi” scrive l’analista nell’ultimo numero de “Il Rosso e Il Nero”. Vi è poi un terzo tema secondo Fugnoli che interessa i mercati. “Dopo una crisi profonda è storicamente difficile che alle misure tecniche monetarie e fiscali non si affianchino misure più profonde che ridefiniscano non solo il ruolo delle banche, ma il patto sociale nel suo complesso”.
La finanza “ha dato un grosso contributo alla crisi e la finanza dovrà dare un grosso contributo all’uscita dalla crisi”. In questo senso secondo l’esperto gennaio ha mostrato “che la riparazione del mondo dovrà (e soprattutto potrà) avvenire con ragionevolezza e senza spirito di vendetta. Se così sarà, la riparazione verrà in qualche modo accettata anche da chi dovrà pagarne il prezzo”.
“Traiamo da gennaio un ultimo insegnamento” conclude Fugnoli. “Ripresa ciclica e corsi delle materie prime vanno e andranno insieme nei prossimi anni in un modo diverso rispetto a quello a cui siamo stati abituati. Le materie prime sono sempre più legate alla Cina e la Cina, come abbiamo visto, aggiusta il suo ciclo di breve in modo simmetrico a quello americano. Questo significa che una o due volte all’anno vedremo ampi processi di rotazione all’interno di indici che non si muoveranno molto”. (l.s.) |