09-02-2010 18:08 - Una nuova “gamba” del “grande mercato orso” è iniziata, secondo il capo degli strategist di Royal Bank of Scotland, Bob Janjuah, convinto più che mai che “l’eccesso di liquidità voluto dalla politica che ha fatto ripartire i mercati” sia ormai una storia finita.
Si tratterebbe, spiega nel suo ultimo report Janiuah, della “terza ed ultima gamba di un mercato orso pluriennale iniziato nel 2007 e che auspicabilmente dovrebbe finire entro l’anno, ma che potrebbe (anche se si spera di no) proseguire fino al 2011 avanzato”.
Tra le circostanze che inducono l’analista a tale previsione l’esperto cita il fatto che gli Stati Uniti starebbero ormai andando in direzione di una politica di austerity per gli anni a venire, come già è chiaro stia accadendo in Cina e in Eurolandia. Una politica necessaria, secondo Janiuah, anche alla Gran Bretagna se non vuol far parte “del club dei due” assieme al Giappone, unico paese che non pare intenzionato a stringere la cinghia.
In una situazione di austerity, spiega l’esperto, la precedenza viene data ad una crescita condizionata dalla gestione del deficit e ad un denaro meno “facile”, mentre la crescita pura e i guadagni legati a bolle speculative su asset a rischio sono “relegati nelle posizioni di coda”.
Condizioni che sembrano richiedere un “cambio delle regole di gioco” e che probabilmente faranno sì che per un certo periodo di tempo i massimi azionari rispetto ai minimi di inizio marzo 2009 e i minimi in termini di spread sul mercato del credito possano essere considerati già alle spalle.
Ossia, detta in un altro modo, è più probabile che le borse e i bond si muovano lateralmente o perdano terreno rispetto ai livelli attuali che non che tornino a guadagnare rapidamente. (l.s.) |