12-02-2010 15:47 - Niente da fare, nonostante il dato migliore delle attese delle vendite al dettaglio negli Usa a gennaio, la partenza di Wall Street è ancora una volta in rosso, con l’immediata conseguenza di far girare di segno le piazze europee, fino a poco fa in crescita ancora di qualche decimo di punto ed ora in rosso attorno al mezzo punto percentuale come a Milano.
Dopo i primi scambia New York il Dow Jones arretra dell’1,32%, l’S&P500 vale l’1,35% in meno di ieri, il Nasdaq cede l’1,12% e le small cap del Russell 2.000 perdono l’1,14%. I T-bond dal canto loro vedono il rendimento sul 10 anni ridiscendere al 3,67% (dal 3,72%) e quello sul trentennale al 4,64% (dal 4,68%).
A pesare è l’annuncio proveniente dalla Cina di un ulteriore rialzo del tasso di riserva obbligatoria per ridurre la crescita degli impieghi, cosa che fa temere ai mercati una frenata dell’economia cinese e mondiale nei prossimi mesi.
Una prospettiva che pesa anche sul petrolio, in calo a 73,75 dollari al barile (circa un dollaro e mezzo meno di ieri), mentre l’oro scivola a 1083,20 dollari l’oncia (13,60 dollari in meno dei livelli precedenti) e l’argento torna a 15,32 dollari (33 centesimi di perdita). (l.s.) |