15-02-2010 13:17 - Al settore bancario come a quello assicurativo servirebbe più trasparenza e maggiore concorrenza. Prova a ricordarlo per l’ennesima volta l’Antitrust in una nota inviata a governo e Parlamento in cui segnala come in Italia la concorrenza venga spesso distorta da legami societari, patti parasociali e personali tra i vari operatori e da una rete di relazioni che impedisce agli utenti di godere di dinamiche di mercato regolari.
Per questo in ambito di governance l’Authority suggerisce che il legislatore intervenga “con una legge di principi lasciando agli statuti la loro attuazione” e chiede maggiori poteri come la possibilità di sollevare questioni di legittimità costituzionale ogni qual volta rilevi normative che violano il principio della libera concorrenza.
Utile sarebbe poi, aggiunge l’Antitrust, poter impugnare davanti al giudice amministrativo atti della pubblica amministrazione “di particolare rilevanza economica che violino norme comunitarie e nazionali a tutela della concorrenza”, così da incentivare al massimo “il ricorso a procedure di gara trasparenti e non discriminatorie negli atti pubblici in materia di concessioni o appalti”.
Infine l’Authority chiede di poter “inibire, in via amministrativa, le clausole vessatorie inserite nei contratti di massa standardizzati”. Richieste finora rimaste lettera morta, a dispetto dei tanti proclami da parte di governo e parlamento in materia di tutela dei diritti dei consumatori e di libero mercato. (l.s.) |