15-02-2010 16:25 - Lo “scudo fiscale” in salsa italiana piace anche all’estero. Così spulciando tra le misure per tentare almeno formalmente di riportare i conti pubblici sotto controllo in Grecia spicca la decisione di condonare i capitali illecitamente esportati che rientrino in cambio del pagamento di un’aliquota del 5%.
Piuttosto vaghe o populiste le altre misure finora previste tra cui la dichiarazione dell’illegalità delle transazioni in contanti tra privati e/o imprese eccedenti i 1.500 euro (che però difficilmente il fisco greco riuscirà a tracciare) l’applicazione dell’aliquota marginale Irpef massima del 40% sui redditi superiori ai 60 mila euro annui (e non 75 mila come attualmente), il taglio delle retribuzioni nominali dei dipendenti pubblici e al tempo stesso una lieve rivalutazione delle pensioni.
Che a questo punto a Bruxelles stia andando in scena un braccio di ferro tra la Commissione Ue e Atene sulla necessità di varare nuove misure aggiuntive, notano molti analisti, non dovrebbe stupire nessuno, così come la prudenza dei mercati riguardo l’evoluzione della crisi e i suoi costi. (l.s.) |