19-02-2010 15:51 - Che “cosa bella e mortal, passa e non dura” lo scriveva già il Petrarca in pieno Rinascimento italiano, ma certo fa impressione vedere come i gestori di fondi americani, che solo fino a fine 2009 non perdevano occasione per cantare le lodi della Cina, abbiano in poche settimane cambiato tutti e radicalmente opinione e vedano ora nero.
Colpa, si dice, del peggioramento delle relazioni tra Pechino e Washington, la “stretta” decisa dalla banca centrale cinese a colpi di incrementi del tasso di riserva obbligatoria e il rischio che comunque si stiano creando le premesse per una fiammata inflazionistica che danneggerebbe gli utili delle aziende in termini reali, per non parlare della supposta “bolla speculativa” presente sul mercato immobiliare, la cui esplosione avrebbe conseguenze gravi per le principali banche del paese.
Di tutto di più, insomma, e per di più riferito a problemi o politiche in essere già da mesi, non da giorni. Tanto che i primi analisti iniziano a trovare esagerato il panico attuale così come giudicavano eccessivo “l’innamoramento” di pochi mesi or sono. (l.s.) |