09-04-2008 15:37 - L'industria del risparmio gestito italiano è in profonda crisi. Nei primi tre mesi dell'anno sono stati bruciati oltre 36 miliardi, già pari a più del 50% dei 53 miliardi di riscatti di tutto il 2007.
In questi mesi molti pareri, opinioni e consigli sono stati spesi per trovare delle risposte a questa pesante situazione. L'ex a.d. di Xelion, Vincenzo Bafunno, e Paolo Cucurachi, professore di Economia degli Intermediari Finanziari presso l'Università del Salento, hanno scritto e proposto sul Sole 24 Ore cinque idee che potrebbero risollevare e rilanciare l'intero sistema.
Il primo punto auspica una riclassificazione dei prodotti collocati sul mercato, perchè le attuali categorie risultano inadeguate a comparare correttamente molti prodotti.
In secondo luogo è necessario alzare il livello di trasparenza dei fondi, incominciando a distinguere tra commissione di gestione e commissione di distribuzione.
Nel terzo punto i due esperti propongono di incrementare il livello di trasparenza offerto dai collocatori di obbligazioni costringendoli a rendersi market maker delle stesse.
Il penultimo punto prevede l'obbligo per qualsiasi intermediario, su richiesta del cliente, di dover collocare qualunque fondo, Sicav o Etf autorizzato alla distribuzione in Italia.
Il quinto e ultimo punto propone di incentivare fiscalmente gli investimenti in formazione per il personale addetto alla relazione coi clienti su pianificazione e consulenza agli investimenti privati. (gn)
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