26-08-2010 12:23 - Ci troviamo “a motore spento, fermi di notte in mezzo alla campagna”: usa questa efficace metafora Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos Partners, per spiegare l’attuale quadro macroeconomico contraddistinto “probabilmente” da una “crescita vicina a zero in America e, udite udite, anche in Cina (crescita annualizzata, non quella anno su anno). L’Europa va ancora avanti per inerzia, ma non ha una forza propulsiva propria perché come al solito vive di esportazioni e se gli altri si fermano presto toccherà anche a lei”.
Senza cadere in eccessive drammatizzazioni o facili ottimismi, chi ha previsto meglio, nell’ultimo anno e mezzo, è stato uno come Jan Hatzius di Goldman Sachs spiega Fugnoli: “Hatzius è sempre stato in laboratorio a fare i calcoli bottom up di tutti i pezzi che compongono l’economia americana, li ha assemblati e ha detto quello che veniva fuori (ovvero un due e mezzo annualizzato di crescita americana per la prima metà del 2010 e un uno e mezzo con rischi verso il basso nella seconda metà)”.
Quella che si sta profilando per Fugnoli non è solo più un “incidente di percorso” ma una “recessione di crescita”, in cui il Pil nel suo complesso continua a crescere, ma “produzione industriale e occupazione ristagnano o scendono”. (l.s.) |