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Redditi Vip, quanto guadagna 'l'altra' metà del paese



01-05-2008 14:30 - I redditi degli italiani finiscono online. Si tratta delle dichiarazioni dei redditi del 2005 disponibili alla consultazione sul sito della Agenzia delle entrate fino alla giornata di ieri.

Diffusasi la notiza tra i web nauti,infatti, il sito della Agenzia è stato letteralmente preso d'assalto da curiosi, simpatizzanti, appassionati di calcio e persone interessate a sbirciare nel portafoglio del vicino. Tutto questo, oltre a portare grande imbarazzo nel Governo uscente, ha portato alla paralisi del sito e il successivo oscuramento. Detto questo, i più abili hanno comunque fatto in tempo a dare una sbirciata alla lista che stamane il quotidiano Il Giornale puntualmente pubblica riportando i redditi di personaggi famosi, della finanza, della carta stampata, spettacolo e sport.

Le cifre in molti casi sono elevate ma proporzionali alla portata dei personaggi cui si riferiscono: in questo contesto si scopre che Massimo Moratti "dichiara" 19.973.080 euro nel 2005, una montagna di soldi ma che rappresentano circa la metà di quanto dichiarato dallo stilista e imprenditore Giorgio Armani. "Re Giorgio" infatti dichiara poco meno di 45 milioni di euro portandosi in testa a tutte le classifiche.

Nel mondo della carta stampata, invece, il paperone di Italia (senza troppe sorprese) sembra essere Ferruccio De Bortoli (Il Sole24Ore) che con 1 milione di euro guida il gruppo dei giornalisti. Segue Paolo Mieli del Corriere della Sera che dichiara poco meno di 700mila euro, mentre tra le poche donne brillano Daniela Hamaui (Espresso) e Vera Montanari (Grazia, Flair) rispettivamente con 365mila e 616mila euro.

Per gli appassionati di calcio, viene svelato (anche qui senza troppe sorprese) il reddito di Francesco Totti (A.S Roma) che dichiara 10 milioni di euro, tallonato da vicino da Paolo Maldini (9 milioni) e Alessandro Costacurta (2,3 milioni).

Ma se la pubblicazione dei redditi Vip ha destato particolare clamore (Beppe Grillo ha gridato allo scandalo dall’alto dei suoi 4,2 milioni di euro dichiarati nel 2005) nessuno sembra preoccuparsi del caro stipendi nel settore finanziario che ogni anno presenta cifre ben più importanti di quelle dichiarate da Maria de Filippi & Co.

Infatti se per molti casi personaggi televisivi o imprenditori di successo (come Giorgio Armani ndr) il reddito è proporzionale al giro d'affari delle proprie aziende o alla raccolta pubbliciatria e di pubblico di molti programmi televisivi, nel campo della finanza i pochi benchmark a dispozione per confrontare i maxi emulomenti sono alla portata di tutti e quasi sempre allarmanti.

Come riportava puntualmente la Repubblica poche settimane fa, i 50 dirigenti più pagati della Borsa milanese si sono messi in tasca l'anno scorso quasi 300 milioni di euro, il 29% in più del 2006 contro un aumento delle buste paga dei lavoratori dipendenti pari ad un risicato 2,3 percento.

In cima alla classifica Matteo Arpe, ex Ad Capitalia e numero uno di Sator, società attiva nella gestione di capitali e servizi finanziari. Il golden Boy italiano nel 2007 porta a casa un corposo assegno da 37 milioni di euro. A seguirlo, l'acerrimo rivale nonchè ex presidentedi Capitalia Cesare Geronzi, oggi vice presidente di Mediobanca. Nel 2007 Geronzi ha dichiarato 24 milioni di euro; molto bene anche un altro 'vecchio' della finanza italiana, Giovanni Bazoli (Intesa Sanpaolo) che intasca 11 milioni di euro.

Tra gli immobiliaristi Luigi Zunino, numero uno e socio di controllo di Risanamento, nel 2007 ha intascato 4,5 milioni di euro di stipendio ovvero la stessa busta paga di Jeroen Van Der Veer, Ceo del colosso petrolifero Shell.

Un confronto che merita un approfondimento: se infatti sul piano della busta paga Zunino non ha niente da invidiare al colosso petrolifero, la sfida invece perde appeal se si confronta la capitalizzazione dei due gruppi e le performance di Borsa nell’anno in considerazione. Si scompre infatti che Royal Dutch nel 2007 ha chiuso con una performance positva del 21,77% e una capitalizzazione media superiore ai 200 miliardi di dollari. Risanamento, dal canto suo, nel 2007 ha lasciato sul terreno il 53,21% del suo valore per una capitalizzazione di soli 478 milioni di euro.

Per tornare ai grandi banchieri italiani, Alessandro Profumo, numero uno di UniCredit e artefice di un colosso bancario che ora affonda le sue radici nel centro Europa, ha percepito nel 2007 la stratosferica cifra di 9,4 milioni di euro, posizionandosi in seconda posizione in Europa solo dopo il Ceo di Deutsche Bank, Josef Ackermann (13,9 milioni di euro).

Ben più incredibile il raffronto tra Aldo Bizzocchi, ad del Credito Emiliano e Francisco Gonzales, numero uno del Bbva. Se infatti la performance di Borsa è stata negativa per entrambi (anche se è andata meno peggio al Bbva) la capitalizzazione tra le due società è abissale con i 2,3 miliardi per la banca emiliana contro gli 85,9 miliardi per il colosso spagnolo.

La carrellata degli stipendi si conclude con il più chiaccherato dei Top Manager italiani: Antoine Bernheim. Contestatissimo da Davide Serra del fondo hedge Algebris, il presidente di Generali supera qualsiasi resistenza e incassa i suoi 5,2 milioni di euro per guidare un gruppo che vale quasi 40 miliardi di euro.
Anche qui il confronto con i 'peers' europei vede il numero uno del Leone di Trieste cappeggiare davanti a Michael Diekmann di Allianz (4,2 milioni di euro e quasi 100 miliardi di valore di Borsa) e Andrew Moss di Aviva (3,2 milioni di euro per 16 miliardi di capitalizzazione). Finanza batte Vip 300 (milioni di euro) a uno.(mm)


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Capitalia - Andrew Moss - Michael Diekmann - Davide Serra - Antoine Bernheim - Francisco Gonzales - Aldo Bizzocchi - Josef Ackermann - Alessandro Profumo - Jeroen Van Der Veer - Luigi Zunino - Cesare Geronzi - Matteo Arpe - Fisco - Sator - Mediobanca - Risanamento - UniCredit - Deutsche Bank - Credito Emiliano - Bbva - Algebris - Allianz - Aviva - banche - borse - GDP Asset Management

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