29-05-2008 10:30 - Banca Profilo svela il piano industriale della rinascita.
La piccola banca di investimento milanese guidata da Sandro Capotosti, nella serata di ieri ha presentato il piano di sviluppo triennale 2008-2010.
Tra le principali novità, il rilancio dell’attività di investment banking, lo sviluppo dell’attività di real estate e il consolidamento del private banking “anche attraverso la crescita esterna in Italia o all’estero”.
Gli obiettivi reddituali consolidati previsti a fine 2010 indicano un margine di intermediazione cumulato pari a 270,4 milioni di euro, un utile lordo cumulato a 80,4 milioni di euro, un utile netto cumulato di 52,2 milioni di euro e un ROE medio atteso a fine 2010 pari al 19,1%.
Secondo la nota della stessa banca, il prossimo triennio sarà impegnato nello sviluppo della capacità commerciale della divisione fixed income ed equity e nello sviluppo dell’attività di arbitraggio/trading, puntando soprattutto sui settori di nicchia. In questo senso le attese dell’area finanza sono per un margine di intermediazione di 62,5 milioni di euro entro il 2010.
Sul fronte delle attività di private banking, il gruppo intende accrescere la raccolta anche attraverso acquisizioni mirate in Italia e all’estero per raggiungere alla fine del triennio un patrimonio gestito di 4,5 miliardi di euro. Per raggiungere questo risultato importante sarà la partecipazione di Société Bancaire Privée, neo acquisita società svizzera, che dovrebbe portare entro il 2010 un risultato lordo di 6,9 milioni di euro.
Tra le novità sempre nel private banking, la volontà di sviluppare ulteriormente il modello di business aggiungeno servizi complementari alla mera attività di gestione, nell’ottica di offrire un modello di business "global private banking". Il margine di intermediazione atteso per l’anno 2010 per l’area private banking della capogruppo è pari a 13,4 milioni di euro.
Per quanto concerne le attività di investment banking, la banca punta all’attività di advisory a favore di fondi di private equity e la diversificazione delle fonti di ricavo, in particolare sul settore di M&A dove sarà possibile mettere a frutto le competenze specifiche accumulate con il fondo Spinnaker I su alcuni settori di riferimento (aeronautico e nautico, bancario/finanziario/assicurativo).
Real estate
Una delle novità del piano industriale è la volontà di sviluppare un’attività di proprietary trading nel comparto immobiliare: si ritiene, infatti, che l’investimento immobiliare contribuisca a una migliore diversificazione del portafoglio di proprietà del gruppo, data la scarsa correlazione del mercato immobiliare con l’andamento del mercato finanziario.
A tal scopo, è stato fissato un budget di investimento medio di 40 milioni di euro. Dal punto di vista organizzativo, gli attuali due veicoli societari del comparto real estate saranno fusi in un’unica struttura, esterna al perimetro del gruppo bancario.
Il piano triennale fissa l’obiettivo reddituale per l’anno 2010 a 4 milioni di euro.
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