25-01-2012 11:54 - Mentre il parlamento greco respinge a sorpresa la liberalizzazione degli orari delle farmacie, dando un pessimo segnale alla comunità internazionale, e sempre in attesa che i colloqui tra Atene e i bondholder privati giungano a una qualche conclusione, tra Fmi e Bce sembra iniziare ad esservi qualche discrepanza di vedute.
Dalle ultime notizie filtrate in mattinata mentre il fondo guidato da Christine Lagarde sembra non escludere più del tutto di doversi fare carico di una qualche perdita sui titoli in portafoglio, da Eurotower continuano ad arrivare dinieghi all’ipotesi che anche la Bce sia costretta a subire un qualche “sconto” (finora escluso come per l’Fmi) nell’ipotesi in cui i creditori privati non accettassero una sforbiciata del 65%-70% dei propri crediti come finora ipotizzato.
Rifiuto che porterebbe ad un “default event” e all’escussione dei Cds sulla Grecia, evento che potrebbe forse essere evitato se Bce e Fmi accettassero di fare a loro volta uno sforzo per venire incontro alle esigenze di Atene. Altrimenti si andrà verso il “default disordinato”, ipotesi sinora tenuta sullo sfondo che peraltro sembra preoccupare i mercati sempre meno col passare dei mesi. (l.s.) |