22-02-2012 12:19 - Consueta “doccia gelata” dalla Germania a calmare i (pochi) entusiasmi suscitati dal via libera al secondo piano di aiuti alla Grecia.
Mentre si fa sempre più evidente la necessità, post elezioni anticipate di aprile, di una nuova manovra “lacrime e sangue” da una decina di miliardi di euro per “tenere in ordine” i conti di Atene (su cui pesano gli effetti depressivi delle stesse manovre di bilancio imposte dalla “troika”), da Berlino i portavoce del governo continuano a respingere l’ipotesi di maggiori fondi all’Esm, tentando di ignorare che l’inadeguatezza dei mezzi finora preannunciati è uno dei punti che continuano a suscitare perplessità negli investitori.
A scanso di equivoci le stesse fonti, rilanciate dalle principali agenzie internazionali, sottolineano come non sia necessario discutere di un eventuale adeguamento dei tassi pagati dal Portogallo sugli aiuti ricevuti, anche in questo caso andando contro alle indicazioni fornite in questi giorni dai mercati che invece sembrano convinti che Lisbona rischi di fare la stessa fine di Atene se non saranno rivisti i termini del programma di aiuti internazionali concessi al paese. (l.s.) |