04-07-2008 17:32 - La crisi dell’industria del risparmio gestito italiano non accenna ad arrestarsi. E tocca anche delle società fino a ora "impermeabili".
Anche Azimut, società che fino al 31 dicembre scorso poteva vantare dati di raccolta ininterrottamente positivi dall’ottobre 2002, ha registrato per la seconda volta negli ultimi tre mesi una raccolta netta negativa: a giugno segnato infatti un rosso da 43,83 milioni di euro.
Analizzando nel dettaglio i dati spiccano i buoni risultati di raccolta per i prodotti alternativi (+77,17 milioni), con il nuovo fondo hedge Aliseosette, lanciato a inizio mese, a tirare le fila, mentre la raccolta dei fondi di casa (Fondi Azimut SGR) ha segnato un dato fortemente negativo (-87,49 milioni).
Segnano buoni numeri, invece, i Fondi multimanager Az Fund (+22,43 milioni) e le gestioni patrimoniali (+32,02 milioni).
“Anche in una fase difficile di mercato – spiega Pietro Giuliani, presidente e amministratore delegato - Azimut continua nell’impegno di rendere più profittevole il gruppo attraverso lo sforzo di contenimento dei costi fissi e razionalizzazione nell’impiego delle risorse”.
“Con il mese di luglio – prosegue Giuliani – diventa effettivo nei confronti dei clienti il servizio di consulenza con collocamento al quale le SIM di distribuzione sono ora autorizzate grazie alla normativa MiFID. I promotori finanziari del gruppo hanno a disposizione una ricchissima strumentazione informatica che permette loro di costruire, per ciascun cliente, diversi portafogli di investimento specializzati per destinazioni e orizzonti temporali, con la possibilità di analizzarne gli andamenti passati, i livelli di rischio e di rendicontarli in modo autonomo. Uno strumento che rende effettivo e comprensibile il servizio di consulenza in materia di investimenti”.
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