19-02-2009 10:32 - Il fondo di private equity Sator, facente capo all’ex amministratore delegato di Capitalia, Matteo Arpe, è il cavaliere bianco individuato dal Cda di Banca Profilo per ristrutturare l’istituto, aggiornarne il modello di business e rafforzarne i coefficienti patrimoniali.
A tal fine Banca Profilo, che ha chiuso il 2008 con una perdita di 76 milioni di euro, lancerà un aumento di capitale da massimi 110 milioni di euro destinato a riportare il Coree Tier 1 ratio attorno al 13%. L’aumento prevede una prima tranche da 30 milioni di euro offerta in opzione a tutti gli azionisti che Sator garantirà per la parte di competenza del mercato (15 milioni), mentre gli attuali soci di riferimento si sono impegnati a sottoscrivere la propria quota per un controvalore di 9 milioni, estendibile a 15 milioni di euro.
Una seconda tranche da 70 milioni (estendibile a 80 milioni), con esclusione del diritto d’opzione, sarà invece riservata direttamente a Sator, che si riserva di allargare la base azionaria “anche ad altri investitori” e che al termine dell’operazione arriverà a detenere una partecipazione pari ad almeno il 51% del capitale sociale della banca. Il prezzo di emissione è stato definito pari a 0,20 euro per azione. Sator, in qualità di nuovo azionista di controllo, nominerà il senior management dell’istituto e la maggioranza dei consiglieri, una volta eseguito l’aumento di capitale. Agli attuali azionisti di riferimento spetterà il diritto di designazione da due a tre consiglieri.
L’accordo, precisa una nota, “è condizionato alle autorizzazioni di Banca d’Italia, dell’Antitrust e dell’autorità bancaria svizzera in relazione alla partecipazione del 60% detenuta in Société Bancaire Privée di Ginevra”,nonché “all’esenzione, da parte della Consob, dall’obbligo di Opa ed al parere favorevole della società di revisione circa la congruità del prezzo di emissione dell’aumento di capitale”. (l.s.) |