29-05-2009 12:05 - Guanto di velluto del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, verso le banche italiane, da più parti sotto accusa per aver stretto rigidamente i cordoni della borsa da alcuni trimestri. “Ad aprile il tasso di crescita trimestrale del credito alle imprese non finanziarie si è annullato; era del 12% un anno prima” ammette il governatore, notando che “continuano a rallentare anche i prestiti alle famiglie”.
Un rallentamento dovuto a minore domanda, “ma è anche l’offerta di finanziamenti delle banche ad aver decelerato, innanzitutto per le difficoltà di provvista a medio e a lungo termine e per l’aumento del rischio di credito” spiega Draghi. “Secondo la nostra indagine, aggiunge il banchiere centrale italiano, l’8% delle imprese ha ricevuto un diniego a una richiesta di finanziamento; è il valore più elevato dalla metà degli anni Novanta; era meno del 3% un anno fa. Oltre il 10% delle imprese dichiara di aver ricevuto, da ottobre, richieste di rimborsi anticipati”.
Il fenomeno, più intenso nel Mezzogiorno, investe l’intero paese e riguarda anche aziende di dimensione non piccola. Ma per Draghi “non si può chiedere alle banche di allentare la prudenza nell’erogare il credito; non è nell’interesse della nostra economia un sistema bancario che metta a rischio l’integrità dei bilanci e la fiducia di coloro che gli affidano i propri risparmi”.
Piuttosto, suggerisce il primo banchiere d’Italia, “quel che si può e si deve chiedere alle nostre banche è di affinare la capacità di riconoscere il merito di credito nelle presenti, eccezionali circostanze”. (l.s.) |