08-07-2009 12:10 - Corrado Faissola presidente dell’Abi, non ci sta e dopo aver rispedito al mittente le “bacchettate” ricevute nelle ultime settimane dal governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, e dai ministri Giulio Tremonti e Renato Brunetta, spiega: la colpa del caro-credito in Italia è del fisco.
“L’aliquota effettiva di tassazione del settore è di 12 punti superiore alla media europea; più elevata, di 6 punti, se comparata alle altre imprese nazionali” ha dichiarato Faissola, proponendo di affrontare “alcuni nodi fiscali che da anni ci stringono” a partire dal riconoscimento “della piena deducibilità delle rettifiche di valore su crediti” e dl “trattamento Iva per le prestazioni di servizi infragruppo”.
Per consentire poi di ridurre il costo del lavoro del settore sarebbe tuttavia opportuno, secondo banchiere, che il legislatore incentivi “effettivamente” la contrattazione di secondo livello. (l.s.) |