09-07-2009 10:29 - “La crisi che ha colpito l’economia mondiale è, per la prima volta, globale; quella del passato che le assomiglia di più – la grande depressione degli anni trenta, anch’essa originata negli Stati Uniti – interessò aree meno vaste del mondo e si propagò più lentamente anche se colpì le strutture produttive più in profondità”.
Lo scrive Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, su L’Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede in un pezzo intitolato “Non c’è vero sviluppo senza etica”.
Il banchiere centrale italiano spiega infatti che “La crisi attuale conferma la necessità di un rapporto fra etica ed economia, mostra la fragilità di un modello prono a eccessi che ne hanno determinato il fallimento. Un modello in cui gli operatori considerano lecita ogni mossa, in cui si crede ciecamente nella capacità del mercato di autoregolamentarsi, in cui divengono comuni gravi malversazioni, in cui i regolatori dei mercati sono deboli o prede dei regolati, in cui i compensi degli alti dirigenti d’impresa sono ai più eticamente intollerabili, non può essere un modello per la crescita del mondo”. (l.s.) |