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Credito: Adiconsum denuncia abolizione "stretta" contro costi bancari



24-07-2009 13:07 - La vittoria dell’Abi che chiedeva la cancellazione della “stretta” sui vari balzelli proposta e poi ritirata dal ministro Giulio Tremonti non è passata inosservata. E’ di oggi la dura replica di Adiconsum, associazione a tutela dei consumatori che in una nota denuncia come sia “bastato che il sistema bancario alzasse solo un po’ la voce e minacciasse una potenziale riduzione del credito, che il Governo facesse marcia indietro su tutte le misure previste per ridurre i costi a carico della clientela bancaria”.

Dal testo del decreto portato in aula sono scomparse, con l’emendamento del governo sul quale l’esecutivo ha chiesto la fiducia: “la riduzione da tre giorni lavorativi a tre di calendario della data valuta e data disponibilità di assegni e bonifici, la previsione di una commissione di massimo scoperto massima dello 0,50% trimestrale anche sugli eventuali sconfinamenti dal credito accordato e la possibilità di aumentare massimo del 5% i tassi di interesse originariamente concordati tra banca e cliente”.

È rimasta solo “la norma che obbliga alla surrogazione entro 30 giorni dalla richiesta del mutuatario” aggiunge Adiconsum, denunciando “ una palese ingiustizia perché: si continua a consentire alle banche di applicare balzelli, (che non esistono in nessuna altra parte di Europa!), per la Commissione di Massimo Scoperto (CMS) che a livello annuo può arrivare al 2,02% (dire 0,5 trimestrale è ingannevole per la clientela); si continua consentire la pratica, sempre denunciata da Adiconsum per i rischi intrinseci di sovraindebitamento, di sconfinare rispetto al fido accordato; di introdurre nuove commissioni per guadagnare comunque anche rispetto ad una commissione che doveva invece prevedere un risparmio per i consumatori e le piccole imprese. Ulteriore ingiustizia è mantenere i tempi di 4-5 giorni per l’accredito di bonifici che invece, secondo l’Europa, può essere effettuato anche in un giorno. Ultima ingiustizia, almeno per il momento, anche se temiamo ulteriori peggioramenti, quella di consentire alle banche di seguitare a modificare le condizioni contrattuali a proprio piacimento”.

Adiconsum pertanto “denuncia con forza tale situazione e chiede che nel passaggio al Senato vengano reinserite tutte le norme non previste nel maxiemendamento, rispettando anche le posizioni assunte dalla Banca d’Italia che ha denunciato i costi e l’indeterminabilità della CMS” ed annuncia di aver anche “avviato un Osservatorio per verificare le condizioni applicate dalle banche sulla CMS e su tutte le altre che si sono “inventate” per eludere anche quelle minime limitazioni introdotte sulla CMS dalla L. 2/09”. Si attende a questo punto la replica dell’Abi o del governo. (l.s.)


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