L’Evidence Based Asset Management® è un approccio rigoroso e certificato sulle decisioni di investimento, che consente di realizzare stime oggettive di andamento futuro, analizzando i comportamenti ricorrenti degli investitori. Ambrosetti Asset Management Sim ha sposato questo approccio sin dal lontano 1994, quando
Riccardo Ambrosetti, fondatore e presidente della società, ha iniziato ad approfondire lo studio di regole in grado di individuare le probabili oscillazioni di un sottostante in un determinato lasso temporale. Nel 1998 è stato certificato un protocollo predittivo (Morgana Predictor®) che rappresenta il cuore centrale del modello decisionale Evidence Based. Questo setup permette di ipotizzare, per qualsiasi periodo temporale di interesse, sia intraday che plurimensile e pluritrimestrale, l’intervallo di chiusura probabile a termine predefinito, il raggiungimento di livelli di riferimento intermedi ed il range di oscillazione probabile.
Oggi Ambrosetti Asset Management Sim è Investment Advisor di diversi fondi Lussemburghesi Ucits IV, tra i quali Nextam AAM Pro, Generali Voba Flex, Alessia Dynamic Beta 1, Arcipelagos Global Professional, inoltre collabora su specifici progetti con primari investitori istituzionali italiani ed esteri. Con l’aiuto di Riccardo Ambrosetti capiamo meglio il funzionamento dell’EBAM.
Come funziona l’EBAM?
Il funzionamento integrale del protocollo EBAM® consiste in primis nella costruzione di un database dedicato che raccoglie in maniera specifica le quotazioni dell’universo investibile stabilito. Agendo con i modelli appositi su questo database viene derivata la “Banca Dati Opportunità” che converte i dati grezzi in attese di rendimento-rischio per ciascuna variabile di interesse. Ogni elemento investibile dispone in particolare di attese per singola finestra temporale (ad esempio mese solare, trimestre, semestre). La relazione funzionale tra la “Banca Dati Opportunità” ed ogni singolo Portafoglio di Investimento Personalizzato è assicurata da applicativi ad hoc che, tenendo conto di vincoli ed obiettivi, individuano in modo dinamico le migliori opportunità per ogni portafoglio specifico. A corollario vengono attivate delle procedure quotidiane che controllano lo sviluppo delle aspettative, in modo da verificare costantemente l’allineamento tra portafogli correnti e attese aggiornate.
Come avviene il miglioramento del modello?
Questi modelli sono in continuo miglioramento sotto due profili: il primo è la continua acquisizione di nuove informazioni che arricchiscono la base dati eventi, permettendo una migliore definizione dei pattern utili; il secondo riguarda tecniche di analisi e disponibilità di strumenti sempre più sofisticati, che assicurano una maggior penetrazione di dettaglio nello studio dei comportamenti ricorrenti delle quotazioni.
Quali sono i contesti di mercato nei quali l’EBAM fallisce?
Il nemico di questo tipo di approccio è rappresentato dalle oscillazioni anomale, ovvero mai verificatesi nella storia. Eventi rari, difficilmente preventivabili, che possono proporre scenari imprevisti. Questo nemico del resto è ineliminabile qualsiasi sia l’approccio alle decisioni di investimento. Nel nostro caso, tuttavia, questi eventi sono rari e poco sostenibili; solitamente in un arco di tempo breve lo scostamento importante tra attese e realizzato rientra, così da mantenere allineate le aspettative strategiche. In ogni caso sono previste tattiche operative specifiche di intervento che hanno la missione di contenere, anche nel breve termine, il rischio da imprevisto. Infine un rischio tipicamente emotivo è correlato all’effetto concatenamento. Può accadere che i portafogli abbiano rendimenti straordinari rispetto alle attese, rendimenti che nel breve termine trovano giustificazione in fasi di mercato accelerate. Questi periodi introducono di norma un riallineamento verso percorsi di performance meglio sostenibili. Il rischio è legato alla momentanea “cecità cognitiva” da parte dell’investitore, che tende a proiettare nel futuro questi extrarendimenti ignorandone il carattere di eccezionalità.
Nelle situazioni critiche di mercato degli ultimi anni come ha operato l’EBAM?
Negli ultimi anni possiamo ricordare la capacità di indicare forte rischio azionario nel gennaio e febbraio 2009, che ha consentito di azzerare l’esposizione, così come l’indicazione fortemente rialzista sin dal mese di marzo 2009, che ha permesso ai nostri clienti di partecipare integralmente ai successivi rialzi azionari. Per quanto riguarda i tempi più recenti, lo scorso febbraio abbiamo avuto un’indicazione a metà mese di “stabilizzazione plurimensile delle quotazioni azionarie” in un momento di eccessivo entusiasmo. Nell’agosto 2011 è stata anticipata la rischiosità plurimensile dell’oro, nell’estate del 2010 si erano concretizzate indicazioni favorevoli ad una ripresa del cambio euro/dollaro, nel mese di maggio 2011 è stata segnalata l’insostenibilità dello spread tra tassi a 2 e a 10 anni sul mercato statunitense ed infine lo scorso ottobre abbiamo avuto condizioni mensili molto favorevoli alle azioni e sfavorevoli alle obbligazioni.
Quali sono stati i risultati ottenuti grazie alla EBAM?
I risultati ottenuti in questi anni molto difficili sono stati lusinghieri. Portiamo come esempio i risultati conseguiti dal comparto Sicav Voba Flex. Questo fondo flessibile azionario globale può investire fino al 100% in azioni, vanta performance certificate sin dall’agosto del 2004 e rappresenta in modo adeguato i benefici di una Asset Allocation Dinamica Globale Evidence Based®. La strategia, dal suo lancio avvenuto l’8 agosto 2004 al 30 giugno 2011, ha realizzato un rendimento netto pari al +51% (+32% dall’agosto 2004 allo scorso 30 settembre, rispetto al -5% del benchmark nda) con un investito medio di circa il 60% e volatilità significativamente inferiore, in un periodo in cui l’indice azionario globale (Morgan Stanley Word in Euro) ha registrato una performance pari all’8%.