E’ stata una settimana ricca di eventi quella che ci lasciamo alle spalle. Le trimestrali hanno dato importanti segnali sulla salute delle banche . Nel mercato italiano ha tenuto banco il caso BPM.
Settimana corta ma densa di avvenimenti quella che si appresta a finire per lasciare spazio al lungo week-end del primo maggio. I primi due giorni sono stati dominati dalle trimestrali delle banche europee, i rumors sugli stress test americani e le manovre intorno a Intesa Sanpaolo (articolo Utile per Deutsche. Contromanovre su Intesa).
Ma in Piazza Affari a catalizzare l’attenzione c’è l’accordo Fiat-Chrysler, che tutti danno ormai per fatto e che il presidente americano Obama dovrebbe ufficializzare nel tardo pomeriggio qui in Italia. Lo S&P Mib oggi è in territorio positivo trascinato in particolar modo dai bancari, soprattutto Intesa Sanpaolo che guadagna sulla scia delle parole di Corrado Passerache ha dichiarato di aspettarsi un utile per il 2009 e forse anche il ritorno al dividendo.
E’ Fiat però ad avere addosso tutti i riflettori degli investitori, per ovvie ragioni. Il titolo perde, ma ha contribuito a tenere altissimo il volume degli scambi nel listino italiano.
Sul versante americano l’accordo tra le due case automobilistiche, insieme ai tanto temuti risultati degli stress test, contribuiscono a rendere gli investitori nervosi. La Chrysler ha fra i suoi creditori 4 delle maggiori banche americane: JP Morgan Chase, Citigroup, Goldam Sachs e Morgan Stanley.
Queste banche, insieme agli altri creditori, hanno firmato un accordo con il governo americano che prevede la rinuncia a ben 6,9 miliardi di dollari di crediti in cambio di 2 miliardi in contanti. Questa pesante svalutazione degli attivi per i colossi bancari citati, unitamente alla crisi finanziaria che già li ha provati pesantemente, stanno mettendo a dura prova la fiducia degli investitori. Fino ad ora il loro valore borsistico ha tenuto, ma si teme un crollo all’ufficializzazione dell’accordo.
In Italia, oltre a Fiat, ha suscitato interesse il caso BPM. Nei giorni scorsi la sfida tra i due candidati alla poltrona di presidente della Banca Popolare di Milano è stata vinta da Massimo Ponzellini a scapito del contendente Roberto Mazzotta. Si è fatto un gran parlare di questa assemblea, con livelli di partecipazione altissimi. Alla fine l’ha spuntata Ponzellini, presidente anche di Impregilo, che ha deciso di tenere entrambi gli incarichi dichiarando che le due cariche non sono in conflitto fra loro.
Analizzando il grafico sull’andamento del titolo year-to-date, dall’inizio dell’anno si nota come il titolo abbia avuto un andamento altalenante. Dall’inizio dell’anno BPM ha toccato i suoi massimi, per poi iniziare un lento e inesorabile declino fino a scendere sotto quota 3 euro all’inizio di marzo in concomitanza dell’esplosione della crisi. Una volta toccato i minimi, il titolo ha iniziato una lenta ripresa che lo ha riportato sui livelli di inizio anno. Focalizzandoci nel periodo pre e post assemblea, ci accorgiamo che la quota massima, 5 euro, BPM l’ha toccata proprio il 27 aprile cioè nella data in cui è stata effettuata la votazione e l’elezione del nuovo presidente.
Societa'
Listino di Riferimento
Prezzo
Valuta
Var%
Allianz
Deutsche Börse (XETRA)
70,17
EUR
3,24%
American Express
NYSE
24,95
USD
3,31%
Axa
EURONEXT
11,57
USD
3,72%
Azimut
BORSA ITALIANA
5,22
EUR
1,16%
Banca Generali
BORSA ITALIANA
3,32
EUR
3,03%
Bank of NY Mellon
NYSE
26,65
USD
6,90%
Barclays
LSE
15,54
USD
14,69%
BlackRock
NYSE
151,03
USD
2,85%
BNP
EURONEXT
39,00
EUR
6,07%
BPM
BORSA ITALIANA
4,33
EUR
1,23%
Citigroup Inc
NYSE
3,12
USD
7,96%
Credit Agricole
EURONEXT
10,65
EUR
5,50%
Credit Suisse Group
SWISS MARKET EXCHANGE
43,90
CHF
2,67%
Deutsche Bank
Deutsche Börse (XETRA)
40,96
EUR
1,26%
Dexia
EURONEXT
3,81
EUR
2,42%
Fortis
EURONEXT
1,78
EUR
-5,52%
FT Inv.
NYSE
60,04
USD
2,95%
Goldman Sachs
NYSE
127,18
USD
5,40%
Henderson
LSE
88,00
GBp
3,53%
HSBC Investments
LSE
465,25
GBp
1,81%
ING
EURONEXT
6,49
EUR
10,20%
IntesaSanpaolo
BORSA ITALIANA
2,30
EUR
2,45%
Invesco
NYSE
14,88
USD
9,41%
Janus Capital Group
NYSE
9,90
USD
6,45%
Jp Morgan
NYSE
34,48
USD
5,15%
Julius Baer
SWISS MARKET EXCHANGE
36,52
CHF
1,56%
Legg Mason
NYSE
19,73
USD
7,40%
Man Group
LSE
246,75
GBp
3,79%
Mediobanca
BORSA ITALIANA
8,41
EUR
3,06%
Mediolanum
BORSA ITALIANA
3,33
EUR
5,55%
Morgan Stanley
NYSE
23,07
USD
9,44%
Montepaschi Siena
BORSA ITALIANA
1,24
EUR
1,06%
Natixis
EURONEXT
1,77
EUR
-0,84%
Nordea bank
OMXNORDICEXCHANGE
58,40
SEK
9,57%
Raiffeisen
wienerborse
24,50
EUR
0,82%
Schroders
LSE
801,50
GBp
1,91%
Skandia (Old Mutual)
LSE
63,70
GBp
6,17%
State Street
NYSE
34,30
USD
2,39%
Ubs
SWISS MARKET EXCHANGE
15,08
CHF
5,97%
Unicredit
BORSA ITALIANA
1,86
EUR
1,64%
Dati di chiusura del 29 aprile 2009, fonte Bluerating.com;
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